Agrigento

Categoria: Agrigento

SCALA DEI TURCHI (AG)

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La Scala dei Turchi è una parete rocciosa (falesia) che si erge a picco sul mare lungo la costa tra Realmonte e Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. È diventata nel tempo un’attrazione turistica sia per la singolarità della scogliera, di colore bianco e dalle peculiari forme, sia a seguito della popolarità acquisita dai romanzi con protagonista il commissario Montalbano scritti dallo scrittore empedoclino Andrea Camilleri, in cui tali luoghi vengono citati paese del commissario, da inquadrare con Porto Empedocle.

La Scala è costituita di marna, una roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa, con un caratteristico colore bianco puro. Tale scogliera dal singolare aspetto si erge in mezzo tra due spiagge di sabbia fine, e per accedervi bisogna procedere lungo il litorale e inerpicarsi in una salita somigliante a una grande scalinata naturale di pietra calcarea. Una volta raggiunta la sommità della scogliera, il paesaggio visibile abbraccia la costa agrigentina fino a Capo Rossello.

La Scala dei Turchi presenta una forma ondulata e irregolare, con linee non aspre bensì dolci e rotondeggianti. Il nome le viene dalle passate incursioni di pirateria da parte dei saraceni, genti arabe e, per convenzione, turche; i pirati turchi, infatti, trovavano riparo in questa zona meno battuta dai venti e rappresentante un più sicuro approdo.

Fonte: it.wikipedia.org

VALLE DEI TEMPLI (AG)

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Articolata su terrazzi in cima ad un altopiano e con il suo impianto urbanistico a scacchiera, Akragas fu una delle più grandi città greche del Mediterraneo.

Circondata verso la fine del VI sec. a.C. da un’imponente muraglia difensiva con nove porte, la colonia conobbe un periodo di grande espansione nel V sec. a. C., durante il regno del tiranno Terone, che proseguì anche quando fu instaurata la democrazia.

In questo periodo vennero edificati i templi dorici della collina meridionale che delimitavano, a sud, l’altopiano su cui era situata la città. Diventata teatro della lotta fra Cartaginesi e Romani per il dominio sul Mediterraneo, la città cadde progressivamente in decadenza finché, conquistata dai Romani, venne soprannominata “Agrigentum”.

Vero e proprio cuore della zona archeologica di Agrigento, l’area dei Templi è un luogo unico da visitare. Il Tempio di Zeus o Giove Olimpico, di cui oggi sopravvivono solo le fondamenta e l’altare principale, era uno dei più grandi templi greci dell’antichità.

Il più antico tempio di Agrigento è invece quello di Eracle o Ercole, mentre il meglio conservato è sicuramente il Tempio della Concordia: con ogni probabilità il più impressionante tempio greco dorico giunto ai giorni nostri dopo il Partenone di Atene.

L’edificio venne adattato in seguito a Chiesa cristiana, come testimoniano le tombe scavate nel pavimento.

Contemporaneo al Tempio della Concordia è quello di Hera Lacinia o Giunone, che rimase fortemente danneggiato da un incendio verso la fine del V sec. a.C.

Da visitare sono anche: il Tempio dei Dioscuri; il Santuario dedicato alle divinità ctonie o “della terra” – Demetra e Persefone – che erano fortemente venerate dalle donne della zona; quello di Efesto o Vulcano, separato dal precedente da una piscina a confluenza di un antico e articolato acquedotto; il Tempio di Iside, di età tardo augustea-tiberiana; quello di Demetra, collegato alla Rupe Atenea, l’antica acropoli della città; il Santuario di Asclepio o Esculapio, dio greco della medicina, centro di riti terapeutici, e quello di Athena, oggi parte della Chiesa di Santa Maria dei Greci.

Bellissima è anche la zona dell’agorà di età greca e romana, articolata su più terrazzi e centro della vita pubblica, la “Sala del Consiglio” o “Bouleuterion” nell’area a Nord del Poggetto di San Nicola e il Gymnasium, antico luogo di attività sportive, educative e ricreative.

La Valle dei Templi conta anche una ricca zona di necropoli greche, romane e paleocristiane, poco fuori dalla città antica, e la tomba di Terone, così denominata per un errore di attribuzione, che non aveva nulla a che fare con l’antico tiranno ellenico di Akragas.

Infine, meritano attenzione anche i laboriosi acquedotti, i mosaici dei pavimenti sopravvissuti nelle zone residenziali elleniche e romane e le Basiliche paleocristiane di epoca successiva, fra cui quella di “Villa Athena”, a poca distanza dal tempio della Concordia.